3 Zoologia fantastica

Il “Wunderkammer” è la stanza affollata delle meraviglie, in cui esistono altre possibili forme di vita, nuovi esseri animali, dove il mondo animale si fonde con il mondo vegetale.

Secoli fa, i bestiari medievali contenevano descrizioni dettagliate e illustrazione di specie autoctone dell’Europa occidentale, animali esotici e animali fantastici, e la gente medievale non pensava all’esistenza di queste bestie, ma si focalizzava sull’importanza della morale cristiana che queste creature rappresentavano e che la morale non venisse cambiata indipendentemente se l’animale esistesse o meno.
Con questa introduzione, è chiaro che l’opera “Bestiario” di Giordano Rizzardi non fa riferimento alla morale cristiana o a riferimenti biblici, ma è un viaggio tra nuove creature terrestri e marine.
Queste creature immaginarie “insetti, farfalle, uccelli e pesci con rami di alberi, pesci cornuti-corazzati, serpenti letali con le ali …..” ci portano in un mondo parallelo in cui possiamo formulare ipotesi di una nuova involuzione, evoluzione o rivoluzione .
Questo è il momento ideale per cambiare la nostra mente, uscire dagli schemi che noi conosciamo e creare il nostro ambiente perfetto, alternativo, non-sense. Nella realtà odierna, la nostra mente viene improntata alla razionalità, a discapito dell’intuito; utilizzando l’immaginazione e la creatività possiamo applicare conoscenze razionali fuori dalle logiche comuni, quindi creare un mondo continuamente in bilico tra il reale e l’astratto.
Nelle sue stanze, Giordano Rizzardi appare spinto a reinventare il mondo, quanto di magico e misterioso è racchiuso in esso. Al centro di ogni teca c’è un sfera, un globo, in grado di racchiudere forme di vita, ma nello stesso tempo pronto a liberarne altre. Sta all’osservatore porsi la domanda: “Esiste un altro mondo, esistono altre forme di vita?” oppure “E’ l’uomo che si rispecchia in questi mutamenti fisici?” Non un mutamento meramente fisico ma una metamorfosi dell’io; un cambiamento molto più profondo e lacerante di una metamorfosi fisica. L’uomo esposto nella sua precarietà e vulnerabilità non più in grado di ottemperare ai suoi doveri.